Idromele
"Quando una decina di anni fa decidemmo di provare a produrre idromele, ci trovammo a ripartire da zero; nessuna esperienza recente, nessun prodotto a cui fare riferimento, nessuna idea su quale miele usare ne quali operazioni fossero necessarie prima di intraprendere la fermentazione. Niente. Buio totale. Tanto che l'idea del marchio "Chimere" nacque a quel tempo, dall'osservazione di molti che dicevano: "Si ne ho sentito parlare a scuola, lo facevano già Greci e Romani ma non l'ho mai assaggiato"; ed a noi tornavano in mente i versi del poeta "come l'araba fenice, che vi sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa". D'altra parte la contiguità tra l'idromele come prodotto fantastico e la mitologia è un dato di fatto: tutti i miti Greci dalla nascita di Giove, a quello di Dionisio sono intrisi ed imbevuti di miele ed idromele, il nettare e l'ambrosia. E forse questa mancanza di riferimenti è stato un bene, perché ci ha obbligato a creare un prodotto tutto nuovo secondo i criteri e le metodologie della vinificazione moderna. La produzione infatti, esclusa la preparazione del mosto, ricalca la produzione del vino, dove la prima fase è la diluizione del miele in acqua di sorgente (e non l'acqua clorata del rubinetto). Difatti Plinio consigliava di usare per la diluizione del mielel'acqua piovana. Inoltre bisogna tener conto che le varietà del miele determineranno la qualità finale del prodotto. Difatti il miele dev'essere pulito dal gusto gradevole e senza tracce di fermentazione". Alberto Mattoni 2006
Consigli per la degustazione: L'idromele è un prodotto del tutto nuovo nello sterminato panorama delle bevande alcoliche e quindi con grandi potenzialità che vanno però sapute costruire. Vediamo dunque qualche suggerimento. Innanzitutto va sempre bevuto molto freddo, soprattutto se bevuto da solo come bevanda da meditazione. Pertanto la giusta temperatura si deve aggirare intorno agli 8-10° C, perché presenta delle punte aromatiche che a temperature superiori potrebbero risultare sgradevoli. E' una bevanda da intenditori, da degustare a piccoli sorsi, studiando la sua potenza aromatica e la sua stupefacente persistenza. Proprio questa sua persistenza lo fa abbinare egregiamente a grandi formaggi, che nel contrasto con il dolce ed il profumo dell'idromele si esaltano ai massimi livelli. Consigliato anche l'abbinamento con il fegato d'oca, il quale analogamente ha un fondo dolciastro ed un aroma robusto. Come si vede la regola dell'abbinamento dell'idromele è con i cibi che benché salati hanno una nota dolciastra o notevolmente grassa. Naturalmente l'abbinamento è possibile anche con i dolci soprattutto con della pasticceria secca come tozzetti o cantucci. Consigliato anche con la frutta secca o con il cioccolato. |
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